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Oli essenziali

caratteristiche ed estrazione

Oli essenziali

GLI OLI ESSENZIALI SONO ESSENZE NATURALI AL 100%, PARTICOLARMENTE CONCENTRATE IN ALCUNE PARTI DELLA PIANTA: fiori, resina, corteccia, radici, buccia, foglie, frutti. sono frazioni volatili ottenute dalle piante mediante distillazione in corrente di vapore e presentano una composizione complessa.

Stimolano intensamente l’olfatto, in quanto si volatilizzano a temperatura ambiente. gli oli essenziali hanno proprietà fisiche, chimiche e terapeutiche. essi possono essere considerati l’anima della pianta, poiché sono il risultato dell’estrazione, mediante particolari procedimenti, dell’essenza energetica della pianta stessa. gli oli essenziali regalano energia e lucidità, curano la pelle e fanno bene al corpo e allo spirito.

Gli oli essenziali possono essere assorbiti dall’uomo attraverso due vie: quella esterna (inalazione, bagni, assorbimento epidermico, massaggi, ecc..) e quella interna (assunzione orale). l’aromaterapia coinvolge (attraverso la percezione degli odori) l’emotività, la memoria, la sensibilità e tutte le aree cognitive correlate, oltre al sistema endocrino e quello immunitario. L’anosmia (incapacità di percepire gli odori) determina un abbassamento delle difese immunitarie ed è in relazione con alcuni tipi di depressione psichica. la tecnica di estrazione tramite distillazione in corrente di vapore senza solventi preserva la purezza degli oli essenziali derivati e mantiene intatte le caratteristiche funzionali dell’essenza, che resta così carica di principi attivi e priva di qualsiasi traccia di sostanze di sintesi.

Fai attenzione negli acquisti! Spesso puoi trovare sul mercato oli essenziali a basso costo che sono derivati da estrazioni con solventi; i solventi aumentano la resaproduttivadelladistillazione ma poi restano in tracce all’interno degli oli.

Pertanto quando acquisti un olio essenziale accertati che sia estratto in modo totalmente naturale. 

Oli essenziali o profumi di sintesi?

La scoperta dei profumi di sintesi, alla fine dell’ ‘800, ha cambiato in modo considerevole sia il modo di elaborare il profumo sia quello di percepirlo. se prima infatti tutte le essenze erano di origine naturale, si è passati oggi, nella massima parte dei casi, ad essenze ripro- dotte chimicamente in laboratorio, che generano una miscela solo apparentemente uguale alla nota naturale che le ispira, ma che sono prive di qualsiasi funzionalità specifica, se non quella di profumare piacevolmente i cosmetici coprendo l’odore della base formulativa e rendendo più appetibile il prodotto per il consumatore.

il bello degli oli essenziali è che non solo apportano una nota olfattiva piacevole alla formula, ma diventano anche un principio attivo per la formula stessa, aggiungendo una funzione specifica al prodotto. facciamo un esempio... se profumo il mio shampoo con un olio essenziale di bergamotto, percepirò una nota olfattiva di testa fresca e agrumata, ma otterrò anche un effetto anti-ossidante sulle lunghezze e antisettico sul cuoio capelluto. un bella differenza!

A questo si aggiunga poi che durante il lavaggio l’essenza di bergamotto svolgerà tramite l’olfatto la sua azione aromaterapica, generando un’im- mediata sensazione psico-fisica di benessere, ottimismo e relax.

Organic Way sceglie di profumare i suoi trattamenti solo con oli essenziali. 

La memoria olfattiva

Dietro ogni profumo c’è un’esperienza olfattiva, sensoriale ed emotiva profonda.
il senso dell’olfatto, o meglio, l’area del cer- vello che elabora l’olfatto, è connessa con il sistema limbico, il nostro cervello emozionale, il quale ha una importanza enorme nella rievocazione dei ricordi e che, a sua volta, è connesso con la neocortex.

la memoria olfattiva, quindi, ci permette immediatamente di connettere l’odore che sentiamo con un ricordo e con l’emozione che lo accompagna. non ce ne accorgiamo ma ogni emozione ha un odore particolare (la rabbia, per esempio, ha un odore acido), questo perché ognuna dà luogo alla produzione di uno specifico ormone all’interno dell’organismo. questa qualità quasi dimenticata ci guida anche nelle nostre relazioni. i primi recettori che sviluppiamo, infatti, ancora nel ventre materno, sono proprio quelli dell’olfatto (intorno alla nona settimana di gestazione). essendo immerso nel liquido amniotico il bambino avverte gli odori trasportati attra- verso il fluido e riesce a distinguere i diversi cibi che mangia la mamma. sarà poi in grado di riconoscere l’odore della pelle della madre ed il gusto del suo latte, in base all’esperien- za vissuta nella vita fetale.

La memoria olfattiva ce la descrive Charles Baudelaire, forse senza saperlo: “Vi sono profumi freschi come la pelle dei bambini, dolci come oboi, verdi come prati, e altri, corrotti, ricchi e trionfanti, che hanno l’espansione delle cose infinite, come l’ambra, il muschio, il benzoino e l’incenso, che cantano i trasporti dello spirito e dei sensi”. La memoria olfattiva è questo: senti un odore e vedi un ricordo